Analogico Vs Digitale

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ESCD Study Club - Un interessantissima riunione con relatori di grande spessore e assoluta integrità intelletuale che ha posto l'attenzione su un tema altamente dibattuto: ANALOGICO Vs DIGITALE.

  Sono stato felice ospite della giornata organizzata dell'ESCD Study Club a Brescia nella giornata di Sabato 29 Novembre. A mio giudizio è stata una giornata impagabile per comprendere al meglio la situazione che oppone oggi i due approcci possibili alla gestione del quotidiano odontoiatrico.

Molinelli Fabrizio Sig Chiarito fin dall'inizio che "digitale" non significa solamente la realizzazione di strutture protesiche tramite tecniche CAD-CAM e illustrato quanto già esso faccia parte del nostro quotidiano, il Sig. Fabrizio Molinelli ha preso la parola. Illustrando la propria esperienza diretta di persona sostanzialmente e totalmente analogica, è stato in grado di dimostrare come tutti noi dovremo, chi prima e chi dopo, fare proprie le sistematiche digitali costituite da hardware e software o semplicemente da software. E' stato un piacere seguire il ragionamento che ha guidato la relazione e che ha dimostrato come tutto ciò che di digitale possiamo utilizzare deve essere solo e soltanto uno strumento di aiuto all'applicazione del proprio know-how e della propria esperienza. Nessuno strumento o software è in grado di fare tutto da solo, come purtroppo oggi viene troppo spesso prospettato e venduto il concetto di digitale. La necessità assoluta che un "analogico" ha è quella di capire come "tradurre" quello che ha in mente in linguaggio macchina. il Signor Molinelli ha cominciato il suo lungo e proficuo percorso quando un intuizione gli ha permesso di percepire che la fotografia poteva essere un prezioso strumento di colloquio con i professionisti con cui collaborava. L'acquisto di una reflex professionale digitale negli anni '90 è stato il cancelletto di partenza per lo studio e l'analisi degli strumenti digitali che potessero aiutare il suo lavoro quotidiano; il trasferimento di immagini rilevate secondo un preciso protocollo a sua volta, è stata la motivazione che gli ha permesso di abbinare le immagini 2D ad una banca dati e ad un software che potesse agevolare il colloquio del professionista con il paziente e con il tecnico mostrando al primo il possible risultato finale della terapia protesica, e fornendo al secondo un file con tutte le informazioni indispensabili alla realizzazione di un manufatto attinente a quanto approvato dal paziente. Questo importante step non è stato sufficiente a soddisfare le esigenze dell'amico Fabrizio che ha pensato e studiato come poter passare dall'analisi 2D alla realizzazione di un 3D. L'approccio agli scanner da laboratorio e di conseguenza ai software di progettazione con cui ha in primis rivoluzionato il proprio laboratorio, lo hanno motivato a trovare le soluzioni ed ancora una volta ci ha illustrato i problemi e le soluzioni da lui adottate per risolvere il problema. Oggi siamo in dirittura d'arrivo con un software completo che dalla previsualizzazione permette di giungere alla produzione diretta di quanto possa essere utile per un controllo o per una provvisorizzazione prima di una lavorazione definitiva tramite il solo scambio di files. Mi piace ricordare la citazione che ha chiuso questa sua prima parte di relazione, particolarmente attinente all'argomento trattato:

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi,

gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.

L'insieme dei due costituisce una forza incalcolabile. (Albert Eistein)

Manca Enrico Dr  E' stata la volta dal Dottor Enrico Manca che ha sottolineato l'importanza che il "digitale " assume di volta in volta in funzione della situazione contingente. Ho trovato particolarmente proficua l'immagine di un pianeta "piano di trattamento" attorno al quale ruotano tanti satelliti con nomi ben specifici: diagnosi, comunicazione, impronte, modelli, strutture, sottostrutture e tanti altri. Ognuno di questi satelliti dà al digitale un ruolo più o meno importante in funzione dell'aiuto che offre al professionista. A titolo di esempio il Dottore ha mostrato come la comunicazione mediata dalla previsualizzazione digitale del risultato, costruita e studiata con il paziente, sia stata in grado di creare un'empatia totale con il paziente stesso, spostando la preoccupazione del "quanto mi costa?" a favore della possibilità di controllare costantemente il progredire dei lavori, valutando dal vero il risultato tramite l'applicazione di un moke-up realizzato sulla base di quanto previsualizzato e potendo intervenire sulle valutazioni estetiche durante tutte le fasi del trattamento. Tra i tanti satelliti il dottor Manca sceglie di prendere in considerazione quello relativo alle impronte che distingue in impronte di posizione (quando parliamo di implantologia) e impronte su denti naturali (quando trasmettiamo il dettaglio). Nella seconda situazione è fondamentale non trasmettere distorsioni e, se di norma siamo in grado di valutare le macro distorsioni, in realtà non siamo capaci di riconoscere le micro distorsioni, cosa ci mette al sicuro? sicuramente un protocollo rigoroso che definisca e poi controlli quattro fondamentali parametri: la qualità della preparazione, agire su un parodonto sano, spiazzare i tessuti e infine andare a registrare con il materiale idoneo. Descritte le caratteristiche e le modalità per avere il controllo dei primi tre pilastri, ecco arrivare il momento dei materiali per impronta la cui specifica caratteristica, agli occhi di tutti, è la precisione. Ma cosa significa precisione, capacità di lettura del dettaglio? accuratezza dimensionale? scorrevolezza? durezza? perché si utilizza un materiale piuttosto che un altro? Con domande rivolte alla sala, il Dottor Manca ha affrontato l'argomento legato a tre delle principali caratteristiche reologiche del materiale per impronta: viscosità, snap set e setting time e da professionista analogico ha mostrato come queste influenzano il risultato finale. Grazie alla grande competenza e conoscenza di questi prodotti, ma soprattutto per la smisurata carica di entusiasmo e di passione che permea la sua figura, ha potuto coinvolgere costantemente l'intera platea che ha compreso l'importanza di rilevare correttamente tutti i dettagli disponibili ed ha potuto vedere come debba essere letta e valutata un'impronta andando a scoprire le più piccole e nascoste carenze. 

Molinelli Fabrizio Sig Ma il Dottor Manca non si avvale solamente di strumenti analogici, anzi mette tutta la sua volontà nella ricerca del prodotto digitale che possa accordarsi con la sua sete di precisione. Un esempio concreto ce lo illustra subito il Signor Fabrizio Molinelli (con laboratorio in Varese) che riporta rapidamente il discorso sulle applicazioni digitali, illustrando i passaggi di un caso realizzato proprio con il Dottor Manca ha (con studio in Cagliari). Il processo ha inizio con la trasmissione di due immagini del volto della paziente e di un'impronta al laboratorio del Signor Molinelli. La prima operazione realizzata presso il laboratorio è stata quella di convertire i pixel fotografici presenti tra due reperi ripresi nella fotografia di distanza nota, in misure lineari. A questo punto fornendo una serie di informazioni al sistema lavorando sempre sulle immagini, si è scelta dalla banca dati una bocca idonea per forme e dimensioni alle conformazione della bocca della paziente. Ogni singolo dente è stato posizionato in una griglia che rappresenta il regolo aureo, è stato adattato per posizione, lunghezza, larghezza e rotazione. Inviato il file per approvazione da parte del medico e della paziente, tutte le modifiche sono state riportate in un file PDF per ha permesso al tecnico di definire i volumi e di realizzare un primo provvisorio. Nel frattempo il Dottor Manca ha inserito gli impianti necessari alla soluzione del caso ed ha modificato il provvisorio stesso in funzione della loro presenza. La scansione di questo provvisorio da parte del Signor Molinelli ha permesso la produzione di un secondo provvisorio adatto alla situazione e alla acquisizione dei dati necessari ad abbinare tutto ciò che precedentemente era stato programmato in 2D ad una possibile produzione 3D. Il messaggio fondamentale che ha portato il Signor Molinelli è assolutamente importante: oggi tutte le figure impegnate nel mondo odontoiatrico devono affrontare la cultura digitale che, ribadisce, non è solo CAD-Cam e che non nasce per ridurre o peggio cancellare una o più delle figure stesse, ma per aiutare tutti nell'acquisizione di competenze ulteriori atte a trasferire il proprio know-how e la propria esperienza ai movimenti di un mouse, all'utilizzo di una tastiera per ridurre i tempi, per migliorare la comunicazione, per utilizzare nuovi materiali e per ridurre i costi di produzione.

Robello Cesare Dr Cesare Con il Dottor Cesare Robello siamo entrati nel modo del chair-side. Dopo aver ribadito come questa tecnologia non possa sostituire le mani e l'esperienza dell'odontotecnico il Dottore, con estrema simpatia ed umiltà ha riportato l'esperienza fatta circa due anni or sono grazie al manifesto entusiasmo del Dottor Roberto Spreafico che nel periodo natalizio, appena ricevuto il sistema, ha prodotto una cinquantina di lavori per prova. Entusiasmo contagioso che ha portato, in un momento particolarmente impegnativo della propria vita professionale, il Dottor Robello ad acquistare la macchina. L'elemento che maggiormente ha convinto il dottore è dato dal fatto che nulla dei protocolli di lavoro della sua cultura e della sua esperienza avrebbero dovuto subire dei cambiamenti. Sarebbero però cambiati alcuni elementi negativi del protocollo clinico da eseguire in due sedute come per esempio la necessità di un provvisorio e talvolta l’esigenza di due anestesie oltre al fatto non trascurabile che il paziente risolve in un solo appuntamento la propria situazione. Evitare una settimana con il provvisorio può portare anche a limitare il rischio di fratture e l’ insorgere di una fastidiosa sensibilità post-operatoria. Un ulteriore positivo riscontro è stato nella valutazione che il software manifesta del rapporto occlusale offrendo una facile ed affidabile lettura dell'intercuspidazione che rispecchia quanto imparato a suo tempo dal professor R.V. Tucker che per gli intarsi in oro insegnava la rilevazione dell'impronta check-by-tray. Un ennesimo riscontro delle proprie convinzioni e della scuola ricevuta, sta nella constatazione delle forme che il manufatto mostra al termine del fresaggio: le anatomie risultano arrotondate. Su questo argomento si può discutere, dice il Dottore, ma nel caso si sia convinti della necessità di solchi più accentuati o profondi nulla vieta che si possano ritoccare con una fresa sottile per ottenere il risultato voluto. Con molta piacevolezza il dottore è entrato nel merito della precisione dello scanner intraorale e della conseguente precisione del manufatto soprattutto rispetto alle chiusure marginali. Utilizzando materiali compositi dobbiamo analizzare quali siano gli step che comportano errori e controllarli riducendo al minimo l’errore finale, ma anche in questo caso non possiamo pensare di poter disporre di un manufatto che chiuda di per se a zero sul margine in quanto non è lui deputato alla sigillatura (non c’è possibilità di tirarlo come l’oro), ma lo è il cemento che ha comunque un suo spessore specifico e che quindi necessita di uno spazio che deve essere previsto e rispettato. A conclusione di questo argomento il Dottor Robello ribadisce che quanto esposto è relativo unicamente a lavorazioni indirette di compositi o ceramiche che possano essere cementate adesivamente nella bocca del paziente; quando ciò non è possibile si deve eventualmente passare ad altri sistemi. E ancora una volta in un escursus sulle possibili applicazioni sui frontali è stato possibile vedere come poter completare l'applicazione dello strumento digitale chair-side con il prezioso e indispensabile aiuto dell’ odontotecnico. Il Dottor Robello riconosce che un tale investimento sarà più facilmente assorbito in uno studio grande dove diversi operatori potranno usufruire del sistema. A questo punto comunque è stato possibile ascoltare come casi più complessi vengano discussi, programmati e successivamente elaborati unendo tecniche anlogiche a tecniche digitali, partendo da impronte analogiche per ottenere presso il laboratorio lavorazioni digitali che lasciano traccia e che in ogni momento possono essere riprese per un’aggiunta o per un rifacimento partendo da un lavoro già realizzato senza che si debba ricominciare dal principio. Una volta di più la cultura digitale, perchè di questo si parla, è un prezioso jolly, o meglio strumento, che deve essere conosciuto e utilizzato con intelligenza per migliorare il proprio lavoro.

Gagliani MAssimo Prof E' ora la volta del Professor Massimo Gagliani che promette le considerazioni conclusive della bellissima e ricca giornata presentate con una particolare modalità; ed infatti ecco che riecheggiano le note di quello che è stato inserito tra i dieci assoli di chitarra più belli di tutti i tempi, un brano meraviglioso del rock: Confortably numb nato del genio di Roger Waters (testo) e David Gilmour (musica). Confortably numb - serenamente storditi "... e noi siamo serenamente storditi davanti a quello che abbiamo visto oggi ..." sono le prime parole del Professore che raccoglie in breve lo stimolo lanciato a tutti i partecipanti dai relatori che lo hanno preceduto, lo stimolo a vedere l'innovazione della propria attività, lo stimolo a cercare da domattina nuove opportunità di sviluppo. Oggi parliamo di odontoiatria digitale, ma, riferendosi ad un immagine di solo 40 fa che ritrae il Professor Giorgio Vogel, non c'erano i guanti, non c'erano sistemi ingrandenti, non c'erano mascherine di protezione, pensiamo che passi sono stati fatti in questo breve periodo. L'immagine scelta per la locandina è indiscutibilmente realistica perchè come è stato dimostrato nella giornata, analogico e digitale sono due mondi che si toccano senza antagonismi. Il Professor Gagliani ricorda a questo punto l'anno 1973 in cui ricevette in dono la sua prima macchina fotografica e ricorda come in quell'anno ancora una volta i Pink Floyd danno alla luce "The Dark Side of The Moon" in ricordo dell'amico Syd Barrett che è stato allontanato dal gruppo perchè ormai in preda alla pazzia. Quest'ultimo ricordo non è casuale perchè il lato oscuro della luna per noi rappresenta la parte inquietante del futuro della professione odontoiatrica. Partono le note di Brain Damage in cui c'è il saluto allo sventurato compagno, da qui in avanti è singolare come i titoli richiamino il percorso fin qui fatto dalla cultura digitale odontoiatrica. Il primo richiamo è ancora una volta alla fotografia che il Professore vede anche come radiologia. E’ un’occasione imperdibile per dimostrare quanto la radiografia digitale, e ancor più la cone-bean TC,  permettano diagnosi e prognosi molto più accurate di quanto sia stato possibile fare fino a ieri. I casi portati dal professor Gagliani e l'incremento statistico delle diagnosi certe in zone di difficile indagine hanno magistralmente dimostrato una volta di più come il digitale sia un prezioso supporto alla professione. "Siamo nell'era digitale" dice il Professore perchè molto concorre a farci pensare che questa sia la direzione e perchè siamo sempre alla ricerca di innovazione. Una giornata come questa, così come gli strumenti digitali già oggi disponibili possono concorrere ad una integrazione della conoscenza e dell'operare sanitario proiettato alla salute del paziente. Una parola sulla tecnologia che è stata osteggiata perchè considerata imprecisa, ma il primo lavoro di uno studente al Cerec dimostra come ciò non trovi riscontro nella realtà. Allo stesso modo la letteratura conferma l'88% di sopravvivenza a 17 anni dei restauri realizzati con questo strumento, il più vecchio chair-side. Oltre a ciò, sono stati riportati studi da cui emerge che il livello di precisione della chiusura marginale nelle cavità di seconda classe si avvicina molto il divario che si ha tra professionisti esperti e meno esperti quando si realizzano ricostruzioni indirette invece di ricostruzioni dirette. Quindi avere a disposizione un sistema che permetta la realizzazione di ricostruzioni indirette risulta essere un vantaggio qualitativo per il professionista. A tutto ciò va unita la scelta dei materiali che debbono essere conosciuti perchè a titolo di esempio, oggi sono disponibili adesivi in grado di creare una vera e propria barriera contro l'attacco batterico. Parlando di chair-side è d'obbligo la menzione dei costi e le due variabili principali da considerare sono il costo del tempo del professionista e l'acquisto del macchinario. Sommando il tutto e considerando spese di struttura e altri piccoli costi con una produzione di 30 elementi al mese, i manufatti possono essere proposti ad un costo indubbiamente conveniente. Ultima variabile che rende interessante l'uso dei sistemi chair side è legato al tempo. Da un confronto tra protocolli tradizionali e protocolli digitali emerge che si riduce il numero di sedute del paziente. Oltre al vantaggio da vendere al paziente c'è da considerare il cambiamento del nostro atteggiamento e della organizzazione dello studio.

È stato molto piacevole chiudere la riunione con le importanti e puntuali considerazioni del Professore Gagliani alternate alle musiche dei Pink Floyd, ma soprattutto è stato molto positivo sentir parlare di cultura digitale quattro professionisti impagabili per la passione che hanno dimostrato di avere nei confronti della professione, impagabili per l’onestà intellettuale delle relazioni proposte e ancora impagabili per aver messo a disposizione di tutti la propria esperienza con assoluta sincerità. Il messaggio espresso in modo differente da tutti i partecipanti è stato univoco: siamo nell’era digitale e questo comporta necessariamente un adattamento da parte di tutti, è importante che ciò non spinga verso investimenti impulsivi, ma che l’approccio al digitale sia progressivo e costantemente indirizzato agli aiuti che può fornire nell’attività quotidiana tenendo sempre ben presente che, si tratti di hardware o di software, avrà sempre bisogno del nostro sapere, della nostra competenza e ancora della nostra mano che lo guidi. 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 25 Novembre 2015 14:55 Letto 1781 volte
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Umberto Campaner

Da più di trent’anni nel settore dentale, ha maturato esperienze in qualità di agente di vendita, di Product Manager, di Product Specialist e di Responsabile Scientifico presso importanti strutture nazionali e multinazionali. Si è sempre occupato personalmente di formazione e dell’organizzazione di corsi coinvolgendo Opinion Leader nazionali ed internazionali.