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E’ scoppiata la bolla dei “centri low cost” (che alla fine low cost non sono) e del “turismo dentale”

: arresti, chiusure, interviste, confessioni. L’argomento non è solo di pertinenza italiana, ma come testimonia questo reportage è anche di altri paesi. Lo sdegno è generale e la ridda di commenti riempie i social e i media. Personalmente, dopo più di 35 anni nel settore, mi pongo delle domande che desidero esporre in questa pagina.

Vedi Video

In primo luogo chiedo se tutti i grandi centri sono da mettere all’indice? Conosco studi di grandi dimensioni in cui operano più professionisti con differenti specialità per i quali l’etica ed il bene del paziente sono oggettivamente la bandiera. In questi centri l’unione di più specialisti è proprio volta all’ottimizzazione delle diagnosi e delle terapie. Il grande vociare di oggi, gli scambi di accuse, non rischia di ledere anche questi grandi centri. Come possiamo generalizzare l’argomento “centri low cost” senza colpire involontariamente grandi centri che nulla hanno a che spartire con l’argomento?

Parliamo di turismo dentale e prendiamo in considerazione ancora una volta un “centro low cost” (video) che tale non si dimostra neppure nel paese in cui è. Quando ascoltiamo le interviste a professionisti che lavorano in proprio ed accettiamo per sincere le loro dichiarazioni, percepiamo che propongono preventivi per noi altamente “low cost”. Sono tutti professionisti incapaci, non aggiornati, poco curanti dell’igiene e della prevenzione, privi di etica ed interessati solamente al guadagno? Posso invece pensare che vivono ed operano in un paese che sta riemergendo da un guerra dopo essersi liberato di un regime e quindi con un costo medio della vita differente dal nostro? Nel filmato un professionista afferma che il costo dei materiali non può essere così diverso nei vari paesi. Anche se ho esperienza che non è sempre così, tengo a ricordare che l’acquisto del materiale di consumo incide in uno studio statisticamente tra il 5 e l’8% del fatturato. Quello che realmente crea una differenza sostanziale da un paese all’altro è il costo del personale, la tassazione e tutti i vari obblighi che in alcuni paesi sono rappresentati da una cifra fissa annuale ed in altri sono suddivisi in pressochè infiniti balzelli.

Avrei molti altri argomenti di cui chiedere chiarezza, ma non vado oltre e desidero sia chiaro che non propendo per un libero professionista o per un grande centro o per il turismo dentale che per altro ha comunque importanti implicazioni negative per il paziente, non voglio neppure fomentare altre sterili polemiche. Pur comprendendo le molte difficoltà in cui il settore si muove, mi piacerebbe solamente che ogni persona legata a questo meraviglioso mondo odontoiatrico smorzasse un po’ i toni, facendo un serio ed approfondito esame di coscienza e cercando una difficile iparzialità senza riversare su altri la colpa della propria insoddisfazione.

Ringrazio per l’ascolto e accetto ogni commento che mi possa illuminare.

Ultima modifica il Sabato, 27 Febbraio 2016 17:17 Letto 1174 volte
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Umberto Campaner

Da più di trent’anni nel settore dentale, ha maturato esperienze in qualità di agente di vendita, di Product Manager, di Product Specialist e di Responsabile Scientifico presso importanti strutture nazionali e multinazionali. Si è sempre occupato personalmente di formazione e dell’organizzazione di corsi coinvolgendo Opinion Leader nazionali ed internazionali.