L’approccio riabilitativo al paziente Elastodontico

  • Scritto da  Luciano D'Ambrosio
  • Martedì, 10 Novembre 2020 01:00

Negli ultimi anni si sente sempre di più parlare del rapporto ortodontista-fisioterapista nella diagnosi e trattamento dei DTM (disturbi temporo-mandibolari), una serie di problematiche che coinvolgono la muscolatura masticatoria e/o l’articolazione temporo-mandibolare. Ma in che modo queste due figure possono interagire nella gestione di tali problematiche?

Mi presento brevemente, mi chiamo Luciano D’Ambrosio e sono un fisioterapista specializzato nel trattamento dei disordini muscolo scheletrici. Appena due anni fa ho avuto il piacere di conoscere il dott. Filippo Cardarelli, ideatore della metodica elastodontic therapyÒ, con il quale sono subito entrato in empatia e da cui ho abbracciato il suo modo innovativo di approcciarsi al paziente pediatrico e adulto.

La terapia elastodontica tratta pazienti grandi e piccoli con malocclusione e solitamente questi presentano una sintomatologia associata come: cervicalgia, cefalea, mialgia, limitazione funzionale dell’ATM, dizziness, alterazioni posturali, ecc. Tutti questi sintomi, vanno visti secondo una logica di regional interdipendence, teoria molto dibattuta, secondo la quale una problematica presente in una zona anatomica remota, è riconducibile al problema primario del paziente. In questo caso i sintomi sono riconducibili alla problematica primaria di DTM che una malocclusione produce.

La maggior parte dei pazienti in trattamento presentano prevalentemente cefalea e cervicalgia associate. Nel primo caso questi soggetti hanno un alterato pattern di contrazione dei muscoli flessori cervicali e un’elevata affaticabilità dei muscoli flessori ed estensori cervicali, spiegando le alterazioni biomeccaniche e la sensazione di rigidità e dolorabilità del collo; nel secondo caso le afferenze nocicettive trigeminali e cervicali convergono verso il nucleo trigemino cervicale, che a sua volta invia informazioni alla corteccia che trasforma queste informazioni in una cefalea.

Le forme di cefalea maggiormente registrate sono la cefalea di tipo tensivo e l’emicrania, due cefalee primarie in cui l’articolazione temporo-mandibolare e il rachide cervicale possono fungere da innesco della sintomatologia.

Il trattamento di questi pazienti avviene in primo luogo seguendo un programma di educazione e rassicurazione, poi con un trattamento mirato di terapia manuale con approccio manipolativo e non ed esercizio terapeutico che viene insegnato al paziente in maniera scrupolosa affinché riesca a replicarlo a domicilio.

Indispensabile, infine, per mantenere un’armonia muscolare e articolare è l’utilizzo notturno del dispositivo elastodontico che consente il mantenimento in una zona di confort e “protezione” l’articolazione e i tessuti adiacenti. Un coping attivo di questi pazienti consente di raggiungere gli obiettivi nel più breve tempo possibile.

Questo approccio combinato prevede una revisione della classica teoria posturologica dei disordini temporo-mandibolari e si propone di continuare ad indagare con scopi scientifici.

 

L'argomento sarà discusso durante il webinar di Lunedì 16 Novembre alle ore 20,00. In questa occasione mi confronterò con il Dott. Filippo Cardarelli. Vi mostreremo come collaborare nelle terapie ortodontiche. Vi aspettiamo numerosi, iscrivetvi cliccando su http://forms.gle/5hG4VTVrM7rFNyEG8 . Vedi presentazione

 


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Ultima modifica il Martedì, 10 Novembre 2020 14:31 Letto 173 volte