Grazie per l'ospitalità!

Due settimane fa, ho avuto l'opportunità di essere ospite al corso Master tenuto dal Dott Filippo Cardarelli presso la sua Clinica ad Isernia. L'incontro di 3 giornate era volto ad aggiornare 20 professionisti che già avevano frequentato corsi di formazione sull'Elastodontic Therapy. Più in dettaglio è stato possibile analizzare come una malocclusione può influenzare la postura e viceversa. Identificare la situazione, significa poter agire terapeuticamente per correggere entrabe. 

L'incontro è stato organizzato in modo da fornire durante la mattinata le basi teoriche da verificare e mettere in pratica nel pomeriggio su pazienti. Posso affermare con assoluta certezza che la formazione è stata di livello elevatissimo. Hanno sicuramente aiutato la presenza di una logopedista tra i partecipanti e di un osteopata che ha illustrato gli stretti legami tra occlusione, respirazione e postura.

Ma andiamo con ordine ed analizziamo i punti salienti emersi in queste giornate. 

Non seguirò pedissequamente l'ordine utilizzato dal dott. Cardarelli durante l'esposizione, ma cercherò di esprimere quanto sono riuscito ad apprendere da non utilizzatore della tecnica elastodontica.

Ciò che mi ha permesso di apprezzare i contenuti è stata l'esposizione dell'osteopata: il Dott. Luciano D'Ambrosio. Il primo chiarimento fornito ci ha permesso di comprendere la differenza tra Osteopatia e Fisioterapia in odontoiatria: la prima indaga, verifica, tiene sotto controllo e risolve i cambiamenti posturali del soggetto conseguenti a fissità e rigidità craniche, la seconda, ricerca un equilibrio tra bocca e capo mediante una rieducazione muscolare e articolare che avviene con terapia manuale ed esercizio terapeutico.

Dalle parole e dalle spiegazioni del Dott. D'Ambrosio ho potuto comprendere meglio l'importanza che il Dott. Cardarelli ha da sempre dato alla terapia precoce, infatti così come già abbiamo detto, una malocclusione può portare a problemi posturali, uno sviluppo cranico anomalo porta alla malocclusione. Ma come può un giovane paziente in crescita mostrare anomalie nello sviluppo delle ossa craniche? Il momento principale è il parto durante cui la struttura ossea è ancora mobile e in funzione delle modalità con cui si presenta il feto nonchè alle caratteristiche del bacino della mamma, possono verificarsi differenti tipi di movimenti nei rapporti ossei. Tendenzialmente questi movimenti sono di tipo elastico permettendo il recupero della giusta posizione a creare un corretto rapporto tra le ossa stesse. Non sempre ciò avviene; possono verificarsi sovrapposizioni, torsioni e molto altro. 

In particolare possono creare scompensi della masticazione e della deglutizione ed alterare i rapporti tra tre le ossa craniche: l'occipite, lo sfenoide e il mascellare. A puro titolo di esempio se si verifica una torsione tra l'occipite e lo sfenoide, si può avere un cross-bite nel rapporto mascellare-mandibola. Se occipite e sfenoide subiscono una rotazione con mascelare e mandibola che mantengono un corretto rapporto, modificano i rapporti della sincondrosi sfeno-basilare procurando alla persona il classico viso a banana.

Non voglio sostituirmi al Dott. D'ambrosio che mi propongo di invitare ad una comunicazione via Web, e non vado oltre nel riportare la Sua relazione molto ricca di contenuti. Aggiungo solamente che è stata riconosciuta l'importanza della presenza di un osteopata durante il parto affinchè possa "ascoltare" subito la situazine ossea generale del neonato con la possibilità di intervenire subito e/o di stabilire una terapia che possa ridurre quanto più possibile eventuali rapporti ossei o articolari scorretti.

Come ho già detto questa relazione molto dettagliata, mi ha permesso di comprendere quanto esposto dal Dott. Cardarelli e soprattutto perchè lo stesso richieda la collaborazione non solo dell'osteopata e del fisioterapista, ma anche del logopedista, dell'oculista e/o dell'optometrista. Infatti l'obiettivo dei tre giorni di corso, come indicato dal relatore stesso, è stato quello di imparare ad analizzare e gestire il rapporto occlusione e tra occlusione e postura. 

Rivolto ai presenti, per la maggior parte già padroni della tecnica elastodontica, ha dato indicazione che le tre giornate avrebbero permesso il grande salto verso il completamento conoscitivo per l'ottimale applicazione della tecnica sia su pazienti in crescita, sia su pazienti adulti con l'obiettivo di superare il limite del solo recupero della corretta occlusione.

Credo che tutti i presenti come me si siano subito chiesti quale fosse la necessità di questo complesso salto in avanti. La risposta è arrivata già nell'introduzione alle giornate: in un futuro già iniziato la richiesta del paziente non sarà più l'estetica tout cour, bensì la funzione e questa è strettamente legata alla postura.

In quest'ottica il punto di partenza è la fase diagnostica. Apparentemente un'affermazione banale, ma più importante e soprattutto complessa per un successo ortodontico funzionale stabile nel tempo. Il concetto che guida tutta la pratica dell'elastodonzia sta nello stretto rapporto che esiste fra i 72 muscoli che costituiscono l'apparato masticatorio, la struttura ossea ed infine degli elementi dentali.

Creare questo equilibrio significa comprendere di ogni singolo paziente quale sia lo stato ed il rapporto funzionale dei tre elementi. La corretta diagnosi quindi si basa su un processo di prima visita che richiede mediamente 45 minuti. 

Si inizia da una teleradiografia da cui evincere l'andamento delle vertebre cervicali, la posizione dell'osso ioide, l'inclinazione del mascellare superiore che sappiamo conizionare la posizione della mandibola.

 All'analisi radiologica fa seguito una seduta di igiene ed una visita clinica finalizzata al controllo del rapporto occlusale che definirà la classe di appartenenza, alle modalità respiratorie (orale o nasale), allo spazio occupato dalla lingua (un potente fascio di ben 17 muscoli), all'altezza verticale e all'andamento delle arcate finalizzato a definire se si dovrà allargarle o restringerle. In tale seduta si provvederà alla rilevazione delle impronte e della masticazione onde poter mettere in relazione dei modelli in gesso su cui operare ulteriori analisi.

Sempre durante la seduta clinica il paziente sarà fatto camminare per valutare la postura, si controllerà l'andamento delle spalle e la struttura facciale.

 Sui modelli in gesso si andranno a rilevare una serie i misure volte a definire quanto spazio sia necessario per risolvere eventuali affollamenti nonchè la distanza intermolare per definire la misura del device da consegnare al paziente. 

 Il complesso di tutti i dati raccolti permetterà di scegliere il corretto apprecchio. Questi si distinguono per l'andamento del piano occlusale per la correzione dell'inclinazione del mascellare superiore, la presenza o meno di scudi linguali, la dimensione e la consistenza degli scudi vestibolari ed ultimo ma di massima importanza per la capacità di espandere o ridurre l'arcata.

Il Dott. Cardarelli nelle tre giornate è entrato in tutti i dettagli di quanto ho espresso in estrema sintesi non solo portando conferme dalla estesa ricerca bibliografica che gli ha permesso di raggiungere il livello di conoscenza attuale, ma ha saputo costruire mattone dopo mattone il rapporto tra i singoli elementi e tracciare il percorso decisionale in funzione di una serie di domande e risposte o se preferite di domande e verifiche sui dati raccolti.

Ciò che ha reso questo Master una vera eccellenza è stata la possibilità di verificare in pratica quanto spiegato. Tutti i pomeriggi sono stati occupati dalla possibilità di vedere, direi meglio di verificare, quanto detto su pazienti in età di sviluppo e su pazienti adulti di differenti età. Ogni paziente prima di essere fatto accomodare in poltrona per permettere l'esame clinico della bocca, è stato sottoposto a prove kinesiologiche praticate dal relatore e dai partecipanti, 

Una volta di più mi devo complimentare con il Dott Cararelli per l'entusiasmo che ha saputo trasmettere e per la costanza che applica nell'approfondimento di questa tecnica che ha basi molto lontane nel tempo e che solo un attendo studio critico può rendere applicabile.

E' per me, in qualita di Amministratore Unico di Academy of Dentistry, un onore poter dar voce a tutti i desideri di comunicazione che Il Dott. Filippo Cardarelli vorrà offrire ai professionisti che desiderino avvicinarsi alla tecnica elastodontica e a quelli che vorranno essere costantemente aggiornati sulle evoluzioni. Continuate a seguire questo canale, registratevi gratuitamente in www.academyofdentistry.it a breve i contenuti come questo saranno disponibili solamente agli odontoiatri. La registrazione ci permetterà di abilitarvi alla lettura, ai video e ai corsi di sala o via web che stiamo programmando. 


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Ultima modifica il Venerdì, 25 Settembre 2020 16:25 Letto 115 volte
Umberto Campaner

Da più di trent’anni nel settore dentale, ha maturato esperienze in qualità di agente di vendita, di Product Manager, di Product Specialist e di Responsabile Scientifico presso importanti strutture nazionali e multinazionali. Si è sempre occupato personalmente di formazione e dell’organizzazione di corsi coinvolgendo Opinion Leader nazionali ed internazionali.

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