La cementazione adesiva sui denti naturali: preparazioni dentali parziali

L’innovazione dei protocolli di adesione e i progressi portati dall’introduzione di materiali sempre più performanti hanno dato modo agli operatori di ottenere una cementazione adesiva maggiormente predicibile ed estremamente affidabile.

È  diventato di fondamentale importanza conoscere, in maniera approfondita, la tipologia di substrato dentale su cui si sta lavorando ed il materiale da cui è composto il restauro. Il clinico dovrà necessariamente disporre di conoscenze tecniche e di una approfondita comprensione dei meccanismi chimici e fisici alla base dell’interazione dente-restauro. In questo modo potrà scegliere quale sistema si adatti meglio alla situazione contingente consentendo il raggiungimento di una cementazione del manufatto protesico ottimale. Il fine del clinico è ottenere un restauro, ma soprattutto una adesione, stabile e duratura nel tempo.

In questo ambito le preparazioni dentali, sia totali che parziali, sono sicuramente argomenti che dobbiamo tenere in considerazione in quanto sappiamo che preparare un elemento è un atto chirurgico irreversibile e come tale va gestita e ponderata.

Le preparazioni parziali consistono nella ricostruzione di una sola parte dell’elemento. Vengono distinte in base alla quantità e topografia della porzione di dente sacrificato: inlay (tra le cuspidi), onlay (sopra le cuspidi), overlay (al di fuori delle cuspidi).

Si possono intraprendere due differenti strade per recuperare la parte di dente persa, ricostruire il dente direttamente utilizzando materiali compositi oppure ricostruirlo indirettamente mediante manufatti realizzati in laboratorio.

Ovviamente, per entrambe le tecniche, possono essere evidenziati vantaggi e svantaggi. La ricostruzione diretta è più conservativa e meno dispendiosa da un punto di vista prettamente economico e per i tempi di esecuzione, ma presenta difficoltà nel controllo della contrazione da polimerizzazione con note conseguenze: dolore alla masticazione, fratture, carie secondarie nonché discolorazioni marginali che riducono il valore estetico.

Le ricostruzioni indirette offrono importanti vantaggi, in particolare la precisione del manufatto in ogni sua parte, non presentando il problema della contrazione da polimerizzazione. Possono essere utilizzati differenti materiali in base alle necessità dell’operatore ed al tipo di restauro che si vuole ottenere.

Questa tecnica ha il contro di avere tempi operativi più lunghi e un costo maggiore.

Le preparazioni delle cavità per le ricostruzioni indirette vanno eseguite tenendo conto di alcuni fattori che devono essere analizzati e rispettati. Questi sono la profondità e l’ampiezza dell’istmo (dentina interassiale), l’assenza o la presenza della camera pulpare (tetto della camera pulpare), l’integrità delle creste marginali, lo spessore amelo-dentinale cuspidale.

Le ricostruzioni parziali sui denti anteriori si differenziano rispetto a quelle eseguite sui diatorici. Queste vengono realizzate principalmente per correggere forma e posizione dentale, chiudere i diastemi, sostituire vecchie ricostruzioni in composito, riparare elementi dentali.

Nelle preparazioni è importante conservare più smalto possibile ed attenersi alla rimozione degli spessori indicati nei protocolli.

I materiali utilizzabili per questa tecnica sono differenti, dai compositi resinosi, più economici, alle ceramiche vetrose fuse o feldspatiche classiche.

Le preparazioni si distinguono in base alla presenza o assenza della sovrapposizione incisale, inoltre è possibile, in casi ben precisi, effettuare restauri con faccette che non necessitano di preparazione (No-Prep).

Nel caso in cui fosse presente un elemento diatorico trattato endodonticamente con porzione coronale molto ridotta è possibile effettuare una endocrown (endocorona). Questa tecnica richiede una riduzione complessiva dell’altezza di superficie occlusale e la rimozione di tutte le pareti di smalto che non abbiano uno spessore adeguato. Successivamente, dopo aver rimosso parte di guttaperca presente nel canale, si procederà con la presa dell’impronta di precisione che verrà inviata al laboratorio. Infine sarà realizzato il manufatto che verrà cementato sull’elemento preparato.

Approfondimenti e dettagli su queste ed altre tecniche, relative alla cementazione adesiva sui denti naturali, è possibile trovarli all’interno del libro:

“Cementazione adesiva sui denti naturali: materiali e tecniche” di G. Derchi e U. Campaner.

In questi giorni è stata fatta una interessante intervista da odontoiatria 33 su questo argomento. Ci fa molto piacere condividere:

 


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