BIOIMPLANTOLOGIA APPLICATA

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Carissimi amici di AoD è un grande onore poter presentare l'abstract della relazione che il Prof. Tramonte terrà presso la sede del nostro partner IAPEM il 29 Aprile nell'ambito del programma realizzato per gli odontoiatri che desiderano ampliare le proprie conoscenze in merito all'estetica del volto. Siamo certi che sprete tutti dare il giusto valore a chi, con grande dedizione ha dato seguito alle proprie intuizioni studiando e sperimentando fino a permettere la restutuzio ad integrum della funzione e dell'estetica a pazienti con perdita di elementi dentali. Troviamoci tutti presso il certo IAPEM  il 29 Aprile.

I POSTESTRATTIVI A CARICO IMMEDIATO IN CASI ESTETICAMENTE DIFFICILI

Prima che fosse introdotto, consapevolmente ed intenzionalmente, in implantologia, verso la fine degli anni 50, dal Dott. Stefano Tramonte, progettando un impianto specifico, il carico immediato era la maggior causa d'insuccesso della maggior parte degli impianti che avevano un moncone emergente ma avevano il corpo vuoto perché l'osso lo riempisse guarendo. Anni dopo, rifiutando la logica del carico immediato e misconoscendone i successi, nacquero gli impianti sepolti.

L’implantologia era una scienza giovane che si dibatteva tra mille difficoltà la più sconfortante delle quali era la bassissima percentuale di successo che affliggeva i suoi interventi. Tra le cause di tali insuccessi figurava certamente il carico immediato, cui i primi impianti erano costretti senza peraltro essere in grado di sopportarlo convenientemente. C’erano due strade da percorrere per risolvere il problema: progettare un impianto che fosse in grado di reggere davvero il carico immediato, ed è quello che fece, nel 1959, il Dr. Tramonte, medico chirurgo odontoiatra; o progettare un impianto che lo evitasse totalmente fino al raggiungimento della guarigione e della maturazione ossea, ed è quello che fece, anni dopo,  il Dr. Branemark, ortopedico. 

Il resto, in tutti i sensi, è storia ormai nota.

 I primi tentativi organici e ragionati di postestrattivi a carico immediato risalgono all'italiano Manlio Formiggini, un decennio prima di Tramonte,  i cui successi furono peraltro piuttosto limitati. Ma l'implantologia emergente, o monolitica, continuò, sperimentando per questa via che prometteva grandi vantaggi per il paziente e grandi soddisfazioni per l'odontoiatra. I postestrattivi a carico immediato sono dunque una conquista ormai pluridecennale  ma non senza qualche limite. Uno di questi limiti era la resa estetica in casi particolarmente difficili o l'incapacità a soddisfare l'aspettativa, a volte irraggiungibile, del paziente.

 La tecnica che presento offre notevoli vantaggi sia per il paziente sia per l'odontoiatra. Il paziente si riappropria insperatamente di una parte di sé che credeva perduta con enormi vantaggi sul piano psicologico ed una grandissima soddisfazione personale. La sua immagine viene perfettamente ricostituita e questo è veramente l'unico modo per soddisfare appieno le aspettative del paziente,  che sono l'incognita finale di qualsiasi lavoro protesico e che comportano un lavoro di preparazione del paziente prima e di convinzione poi affinché accetti l'inevitabile: una protesi, che è si la soluzione di un problema, a volte grave, ma è una soluzione invasiva, è altro da sé. L'odontoiatra, oltre a disporre di uno straordinario mezzo risolutivo, dispone di una potentissima leva che gli permette di aumentare di molto il grado di affezione dei suoi pazienti.

Ho ideato questa tecnica applicando alcuni dei principi della Bioimplantologia e più precisamente il perseguimento del maggior risparmio biologico, il perseguimento di un nuovo concetto di estetica che si realizza attraverso il recupero delle strutture del paziente ed infine il perseguimento di un nuovo concetto di riabilitazione protesica dove l'impianto è visto come una protesi radicolare: il presupposto concettuale è che l'impianto non è più considerato come il mezzo che realizza una sostituzione globale dell'elemento perduto, ma una protesi radicolare per una corona biologica integra ma obbligata a seguire il destino di una radice condannata e non più recuperabile alla funzione.

IMPIANTI A CARICO IMMEDIATO IN CASI ANATOMICAMENTE DIFFICILI

Gli impianti  carico immediato monocorpo di scuola italiana offrono, tra altri vantaggi, quello di avere un corpo ed un’emergenza assai ridotti rispetto agli impianti a connessione protesica e la possibilità di sfruttare angoli d’inserzione anche molto accentuati pur conservando emergenze ridotte e la possibilità di posizionare il moncone a piacere. Per questo sono gli unici a permettere  di  risolvere in modo esteticamente valido anche casi in cui non ci sono opzioni implantologiche utilizzabili e l’unica possibilità sono soluzioni protesiche tradizionali: ponti tradizionali o maryland.

La possibilità di inserire impianti anche dove lo spazio residuo tra le radici lo rende impossibile per l’implantologia tradizionale consente la realizzazione di protesi fisse ad alta valenza estetica rispetto ai maryland o al maggior risparmio biologico rispetto ai ponti tradizionali.


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Ultima modifica il Martedì, 02 Maggio 2017 11:47 Letto 1600 volte
Umberto Campaner

Da più di trent’anni nel settore dentale, ha maturato esperienze in qualità di agente di vendita, di Product Manager, di Product Specialist e di Responsabile Scientifico presso importanti strutture nazionali e multinazionali. Si è sempre occupato personalmente di formazione e dell’organizzazione di corsi coinvolgendo Opinion Leader nazionali ed internazionali.