Scritto da Venerdì, 09 Agosto 2019 - Pubblicato in Protesi
 

Nella parte introduttiva del testo si è fatto riferimento alle caratteristiche generali dei cementi a composizione resinosa e sono state indicate in maniera semplice i criteri classificativi, o meglio uno di essi.

Per conoscere al meglio questa categoria di prodotti, infatti, è necessario sapere considerare quantomeno due criteri classificativi: quello dettato dal meccanismo di polimerizzazione, brevemente accennato appunto nella prima parte, e quello che si basa sullo schema adesivo del cemento stesso.

Nello specifico, questa prima parte si concentrerà in maniera ampia ancora sul meccanismo di polimerizzazione.

Il meccanismo di polimerizzazione rappresenta una determinante dell'utilizzo del prodotto: nel caso in cui l'esposizione alla luce risulti difficoltosa, ad esempio, un prodotto il cui indurimento si basa su un processo puramente chimico rappresenta una scelta preferibile a un dual-cure, oltre che, naturalmente, a un fotopolimerizzabile puro.

1) Cementi resinosi fotopolimerizzabili

Essi impiegano fotoiniziatori attivati dalla luce. La capacità della luce di penetrare in tutte le aree e attivare i fotoiniziatori è, come anticipato, un elemento cruciale in prodotti di questo tipo.

Un aspetto pratico vantaggioso dei cementi fotopolimerizzanti è la possibilità di estendere i tempi di lavorazione rispetto ai sistemi di altro tipo. L'operatore può inoltre rimuovere, comunque entro certi tempi, gli eccessi di materiale prima dell'indurimento, con il doppio vantaggio di accorciare i tempi di finitura.

Un ulteriore aspetto positivo dei cementi fotopolimerizzabili è rappresentato dalla stabilità cromatica rispetto ai cementi resinosi dual-cure o chemical-cure. Questi cementi si prestano, pertanto, a essere abbinati a restauri metal-free o, comunque, all'impiego nei settori estetici.

Un aspetto critico, già anticipato, consiste nella penetrazione della radiazione luminosa: in tal senso, non vi possono essere problemi abbinando una resina già polimerizzata i una ceramica sottile e abbastanza traslucida.

2) Cementi resinosi chemical-cure

La reazione è puramente chimica e, per questo motivo, tali prodotti possono essere indicati anche come “self-curing”, ossia autopolimerizzanti. Lo starter della reazione è l'addizione di due componenti. Questi prodotti sono particolarmente utili in quelle sedi dove è prevedibile un deficit di penetrazione della luce, ad esempio nella cementazione di un perno endocanalare, oppure in caso di corona in metallo-ceramica tradizionale. A fronte di tali caratteristiche, questi cementi offrono una varietà inferiore ai precedenti in termini di croma e traslucenza.

3) Cementi resinosi dual-cure

Il nome suggerisce una doppia reazione polimerizzante. In altre parole, coniugano un'attivazione chimica da miscelazione dei due componenti a una capacità fotopolimerizzante determinata dalla presenza di fotoiniziatori. L'esposizione alla luce è tendenzialmente necessaria a far raggiungere la completa polimerizzazione e, in più, rappresenta una via di modulazione (in senso di accelerazione) dei tempi di lavorazione.

A logica, anche le indicazioni d'uso sono ibride: si pensi, ad esempio, a una ceramica troppo spessa per essere raggiunta a pieno dalla radiazione polimerizzante. In realtà, questi prodotti offrono oggi una certa versatilità d'uso, ponendosi trasversalmente alle altre due categorie.

 
 
Scritto da Giovedì, 25 Luglio 2019 - Pubblicato in Protesi

La scelta del cemento in odontoiatria restaurativa è un aspetto delicato della riabilitazione protesica su dente naturale. Il panorama commerciale è molto cambiato negli ultimi anni e, per questo, è importante che il clinico si tenga aggiornato sulle specifiche tecniche che stanno dietro alla singola etichetta.

Idealmente, un cemento, provvisorio o definitivo, deve soddisfare una serie di criteri biologici, chimico-fisici e tecnici, al fine di garantire integrazione biologica e ritenzione meccanica al manufatto protesico. Si considerino pertanto gli ambiti a cui si rifanno tali criteri.

Adeguata biocompatibilità nei confronti della polpa, della quale si desidera mantenere la vitalità, e dei tessuti molli adiacenti al restauro.

Caratteristiche fisiche: ridotta viscosità e capacità di occupare omogeneamente lo spazio tra moncone e protesi, mediante la formazione di film sottile. Radiopacità.

Proprietà meccaniche: elevata resistenza alla compressione. Adesività ottimale alle strutture biologiche dentarie e, possibilmente, a più materiali da restauro. Bassa solubilità a contatto con l'ambiente orale e, particolarmente, con i fluidi salivari.

Aspetti pratici: facilità di utilizzo, lavorazione extraorale prolungata e setting rapido una volta in posizione. Rimozione degli eccessi e rifinitura a sua volta semplici e rapide.

Allo stato attuale dell'arte, non esiste un prodotto che riunisca tutte queste caratteristiche. Ad esempio i cementi resinosi, oggetto principale della trattazione, sono caratterizzati da bassa solubilità. La presenza del bis-GMA, tuttavia, induce un aumento della viscosità e un'accorciamento della lavorabilità a temperatura ambiente.

Caratteristiche dei cementi resinosi

I cementi resinosi sono stati immessi sul mercato, come alternativa ai prodotti bicomponente acido-base, a metà degli anni '70.

Come appena visto, la componente fondamentale della matrice è il bis-GMA (sigla per bisfenolo A-glicidil metacrilato), il quale viene normalmente diluito con resine a minore viscosità. Il rapporto tra queste componenti distinguono questo tipo di prodotti dalle resine composite indicate per altri impieghi, ad esempio quelle impiegate nella restaurativa diretta.

Oltre che per quanto appena considerato, tali prodotti si sono distinti per caratteristiche meccaniche e anche vocazione estetica. Le perplessità riguardanti lo spessore del film, altro potenziale svantaggio rilevante, sono state superate: oramai 10 anni fa, Kious riferiva come gli allora prodotti di ultima generazione soddisfacessero lo standard ISO dei 25 μm di spessore.

Per definizione, questi cementi resinosi presentano un setting basato sul procedimento chimico della polimerizzazione. Dividendo i materiali per meccanismo di indurimento, si considerano cementi resinosi light-curedself-cured e dual-cured. I cementi appartenenti alle ultime due categorie possono essere applicati indicativamente in tutte le procedure di cementazione. I cementi fotopolimerizzabili, secondo parte di una letteratura non del tutto univoca in tal senso, presenterebbero delle problematiche nell'impiego associato ad alcuni materiali ceramici.

 Riferimenti bibliografici su odontoiatria restaurativa e cementi resinosi

https://www.ijcmas.com/vol-4-2/John%20Paul.pdf

https://www.researchgate.net/publication/236101337_Cementation_of_indirect_restorations_an_overview_of_resin_cements

 
 
 
Scritto da Lunedì, 17 Giugno 2019 - Pubblicato in Congressi

Benvenuti a tutti i professionisti registrati in Accademy of Dentistry. Quest'anno abbiamo stretto ottimi rapporti con diverse strutture di prima importanza in ambito odontoiatrico. Grazie ad alcune ANDI ed AIO provinciali, ad AIRO (Academia di ricerca orale), ad IAED (Italian Academy of Esthetic Dentistry), a Denmt, a TBR e al contributo di importanti Opinion Leader, abbiamo predisposto per Voi una serie di video registrazioni e di corsi FAD. Quanto vedete di seguito è la disponibilità al momento dell'accesso. la pagina sarà aggiornata periodicamente con nuove video-registrazioni e nuovi cordi FAD. Chi è interessato potrà acquistare ciò che desidera nella sezione Webinar - Acquista corsi on line. Certi di offrire un servizio che può soddisfare le Vostre esigenze, vi aspettiamo numerosi.

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Scritto da Mercoledì, 22 Novembre 2017 - Pubblicato in Congressi

AoD vuole ringraziare DMT per la gentilissima ospitalità dimostrata durante il decimo “Laser Day” organizzato nelle sale dell’Istituto Stomatologico Italiano alla presenza di oltre cento professionisti. Le due giornate hanno visto a rotazione importanti figure del mondo universitario italiano ed illustri professionisti che hanno descritto le proprie esperienze in merito all’utilizzo dei laser.

Cosa abbiamo potuto osservare ed apprendere? In primo luogo la stretta collaborazione inter-universitaria che da più di dieci anni studia, protocolla ed insegna l’utilizzo del laser in odontoiatria. Basti pensare che in questo sono coinvolti ben 9 poli universitari: Università Vita-Salute San Raffaele, Università degli Studi di Genova Centro Dipartimentale di Laser Chirurgia, Università degli Studi di Torino Dental School, Università degli Studi di Milano Azienda Ospedaliera San Paolo, Università degli Studi Pavia Ospedale San Matteo, Università degli Studi di Siena, Università degli Studi dell’Insubria Clinica Velate, Università del Piemonte Orientale, Servizio di Odontoiatria DiMeR Ospedale San Raffaele, Istituto Stomatologico Italiano Reparto di Laser Terapia.

Tale cooperazione si esprime in ricerche comuni, in continui scambi di informazioni scientifiche, nella formazione dei giovani odontoiatri sin dagli studi universitari, nei “laser Day” e nelle comunicazioni esterne che portano l’informazione al di fuori dell’ambito universitario. Consideriamo essere la massima espressione di questa collaborazione il master di alta formazione che si svolge presso l’Ospedale San Raffaele ed ha raggiunto la terza edizione.

Abbiamo avuto modo di apprezzare in particolar modo il fatto che i relatori, durante la prima giornata, dopo aver espresso la teoria ed il protocollo dell’intervento, hanno seguito i numerosi partecipanti nelle prove pratiche. Questo ha permesso a tutti di toccare con mano l’efficacia del laser nonchè di comprendere le differenze dei diversi laser disponibili.

Dopo le due giornate possiamo affermare con certezza che il laser è uno strumento efficace ed utile. Necessita in primis che si scelga il tipo di laser della lunghezza d’onda più consona alle attività principali dello studio, che si segua una formazione specifica di base e a seguire che ci si eserciti fino ad acquisire competenza e manualità. Abbiamo potuto osservare che il laser in generale non si presta solamente ad interventi di chirurgia, ma ben più importante risulta essere la capacità di disinfezione dei tessuti e la mediazione energetica svolta in profondità e capace di accelerare i processi di guarigione.

Riteniamo utile affrontare il tema portando a conoscenza di un numero sempre maggiore di professionisti la cultura del laser. Sei interessato?! Faccelo sapere, lascia cortesemente un commento in calce. 

Scritto da Martedì, 21 Novembre 2017 - Pubblicato in Congressi

Il wellbeing alla IAPEM: inaugurazione dell’anno Accademico 2017/2018 nella giornata del 03 dicembre 2017 a Limito di Pioltello (MI).

Scuola certificata e patrocinata dall’OMCEO quale centro dell’innovativo concept clinico per i professionisti ed il paziente

Il benessere del paziente attraverso protocolli studiati su misura, etici e nel più ampio rispetto della deontologia quale stimolazione per il migliore apprendimento medicale teorico pratico che si concretizza nei percorsi del master e di altri eventi specifici in odontoiatria e medicina estetica.

 

DR.ssa Cinzia ForestieroLa sanità mondiale è sempre più chiamata ad approcciarsi in modo innovativo alle sfide cui i rapidi cambiamenti che hanno sede nelle nostre società ci mettono contro: grazie ai progressi della medicina nel secolo scorso, le malattie infettive sono stati debellate e difficilmente i rischi sanitari in futuro assomiglieranno alle epidemie del passato. Ora la sanità richiede un’attenzione più mirata alla salute psico-fisica del singolo come individuo inserito e operante in una società in perpetuo movimento: le grandi sfide della medicina ora risiedono nel desiderio comune di rimanere giovani, forti, in salute e pieni di energie.


Per poter rispondere a queste esigenze, è necessario che il settore medicale dei vari Istituti si apra all’innovazione, tanto gnoseologica quanto metodologica.  Questo è lo scopo della IAPEM, accademia leader nel settore della formazione e consulenza, che offre “servizi” completi a 360 gradi in vari settori, tra cui quello odontoiatrico ed estetico.

La IAPEM operante sul territorio italiano, mette in atto attente percorsi multidisciplinari attraverso operazioni di scouting alla ricerca dei migliori professionisti ed imprese, che siano disposte a sposare il suo innovativo concept clinico formativo: all’eccelsa qualità dei “servizi” medici offerti al cliente devono corrispondere bellezza e serenità degli ambienti di cura, figure professionali qualificate, innovazione tecnologica e promozione divulgativa e scientifica, avendo sempre come obiettivo il benessere globale della persona.

IAPEM, allo scopo di uniformare e standardizzare percorsi e i trattamenti atti a garantire il benessere del paziente, a partire dalla personalizzazione dei protocolli e dei cicli di cura, pDr.ssa Cinzia Forestieroensati e cuciti su misura a seconda delle esigenze e dettati dai vari professionisti di fama internazionale.

IAPEM: sono unici nella loro qualità e nella loro efficienza nell’offrire la risposta a questa necessità:

-          Informazione e formazione su scala nazionale e internazionale

-          Organizzazione di eventi a scopo sia divulgativo che scientifico con professori universitari, ricercatori, incontri con i responsabili di altre cliniche

-          Pubblicazioni di ricerche e innovazioni su riviste scientifiche

In un mondo in rapido cambiamento, dove l’equilibrio del vecchio adagio “mens sana in corpore sano” è sempre più ricercato dai pazienti, l’innovativo concept clinico attraverso le realtà più serie e note caratterizzate dai professionisti della IAPEM che ad oggi sembra essere la soluzione alle nuove sfide poste dalla sanità mondiale. 

Per poter rispondere con efficienza a queste esigenze, è necessario affidarsi a figure esperte che, forti di anni di esperienza, di tenacia e di determinazione, possano seguire a 360° il percorso della IAPEM: scelta che la Direttrice Dott.ssa Forestiero Cinzia ed i suoi collaboratori pone al primo posto, quale garante di quanto sopra descritto con il desiderio di rimanere al passo coi tempi.

                                                                                                                             Dott.ssa Agnese Cremaschi

                                                                                                                       Medico - Giornalista Scientifico